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INTERVISTA: VENEZIA UNDER THE SPOTLIGHT

Massimilano Brusato sul moto ondoso delle politiche locali.

Lara Verena Bellenghi's Notes on Venice will unfold as a series of interviews featuring locals of the Floating City who work in gastronomy, hospitality, merchandise and public transport, amongst other professions. This series began in the aftermath of November 12th 2019’s acqua alta.

Massimiliano Brusato, titolare di Brusato Trasporti, ditta di logistica di riferimento a Venezia, racconta come il moto ondoso sottomarino rispecchi la disastrosa politica di tutela attuata dalle autorità locali e nazionali.

Lara Verena Berlenghi: Per un Veneziano convivere con l’acqua è ovvio, ma la marea eccezionale del 12. Novembre 2019 sarà stata una fatica in più, no? 

Brusato: Allora, considerache c’è stato un po’ di terrorismo mediatico. Perché fuori Venezia e fuori l’Italia, se tu parlavi di 1,87m sopra livello del mare, c’erano persone che chiedevano: “Se sono alto un 1,65m, non respiro neanche?!”. Non è così, l’altezza viene calcolata sul medio mare. 

LB: Non sarebbe l’unica mala informazione a livello collettivo. Tanta gente non sa che l’acqua alta arriva dal fondale marino e tutta Venezia viene inondata. 

Brusato: Entra nelle case da sotto ma poi quando esce, esce. Nel senso, a differenza di altri tipi di città, il problema è all’interno delle case, mentre fuori le strade sono pulite. Una volta che scende la marea, per le strade forse trovi un po’ di immondizia ma la città in se è ripristinata. I luoghi più danneggiati sono gli interni dei negozi e delle case. Nel 2019 ci si aspettava di trovare un disastro ma la città era ripulita dopo due giorni. Le attività commerciali erano però allo sbando. Locali con frigoriferi… è lì che ci sono stati i veri danni, perché tutti a Venezia sono preparati per 1,60-1,70 cm, ma non ad una marea che supera di ben 17 cm il limite massimo. Chiaramente queste imprese hanno dovuto buttare via tutto. 

LB: Forse è proprio questo il problema: che apparentemente è tutto a posto? 

Brusato: Ecco, bravissima. In realtà la città soffre. E’ sotto il livello del mare, sotto le fondamenta, dove non si vede, che la manutenzione manca. 

LB: Per quelli che navigano, come anche per voi di Brusato Trasporti, si sente questa differenza quando si lavoro proprio sull’acqua?

Brusato: No. Questi problemi noi non li sentiamo sull’acqua. Mentre invece il masegno – termine tecnico per la pietra sulla quale si cammina per strada – si fondano su strati di sabbia o terra. E quindi succede che queste acque alte – ti faccio un disegno così capisci meglio – se questa è la fondamenta e qui è l’acqua e qui cammina la gente, in mezzo delle pietre si può creare una voragine. E poi la pietra cade a fondo. Quindi resta un buco vuoto. Può capitare che con l’acqua alta la sabbia sotto la terra esca da qui (disegna). Quindi all’apparenza rimane pieno ma in realtà si svuota alle fondamenta. Se si poggia un peso magari eccessivo, magari un bancale con un muletto, finisci giù. Perché all’interno non c’è più lo strato di terra. 

LB: Dunque ci sono proprio dei grandi buchi com’è grande la pietra in giro per la città? 

Brusato: Sì, si stacca poi anche a volte il marmo che sta al fianco della fondamenta. 

LB: Dici il marmo bianco d’Istria?

Brusato: Esatto. Anche quello frana alle fondamenta. 

LB: Invece adesso a St. Elena questi blocchi di marmo d’Istria si vedono spostati e pure spaccati. 

Brusato: Esatto. Ma tieni conto che queste sono le fondamenta delle pietre che poi stanno anche sul fondale e quando entra una barca grande l’onda è quella che non si vede; non quella a livello del mare. Se approda una nave l’effetto prodotto è quello di un vaporetto che entra sul Canal Grande; una massa tanto grande, sposta tanta acqua. Se si entra in un bacino così, l’acqua spinge contro le pareti e si infiltra nelle fessure perché magari la malta protettiva è andata via col tempo. Al passaggio della barca il volume d’acqua spostato è talmente grande, che quando l'onda si ritira, porta fuori con sé anche la pietra. E questo non lo vedi al livello d’acqua. A volte le pietre cedono in superficie perché sono già franate sul fondale. Questo è il problema del moto ondoso di Venezia.

LB: E quindi ora si parla per pompare della pressione da sotto per reggere la struttura di pietre? 

Brusato: Sì, ma sono tutte teorie. Venezia è un cristallo, è talmente delicata, non puoi fare interventi troppo invasivi. Una volta che viene giù la Basilica, viene giù. Non è così semplice da fare.

LB: La cosa triste in tutto questo è che Venezia in questo, come in molte altre cose, è uno specchio per il futuro nel resto del mondo. 

Brusato: Qui andiamo su un discorso molto importante. Spopolamento continuo. Allora noi facciamo traslochi.La proporzione delle persone che vanno via da Venezia è di 9:1 . Allora per ognuno che entra nove vanno fuori. Perché è una città difficile da vivere, non è a misura del cittadino. Per i giovani è difficile gestire una casa con i prezzi che hanno messo ora. Poi con i restauri necessari. Devi aggiungere 80% in più per restaurare, se non addirittura raddoppiare. Queste case di 500 anni sono care da mantenere. Venezia dovrebbe semplicemente ottenere subito statuto speciale, essendo una città unica. Lo faccio io con contratti diversi con le multinazionali. Non vedo perché non potrebbe farlo Venezia direttamente. Multinazionali, UPS, SDA, qualsiasi altri tipi di corrieri esterni. Uno perché comunque qui fa capo la legge sulla navigazione e non la legge dell stradale. Guidare una macchina ed una barca non è la stessa cosa. Cambia completamente l’ordinamento giuridico. Vanno quindi importati all'ordinamento giuridico Veneziano. Perdere un pacco in acqua non è come perderlo in strada. L’approccio è completamente diverso e non vedo perché Venezia non dovrebbe essere gestita a statuto speciale. 

LB: Brusato Trasporti sarebbe dunque l’unica azienda trasporti che ha cambiato i contratti?

Brusato: Mah, non so. Io l’ho fatto ma non è facile cambiare i contratti. Per poterlo fare devi avere forza come azienda. Allora a Venezia ci sono circa 100 di agenzie trasporti ma di strutturate ce ne sono forse solo cinque. Gli altri hanno una o due barche, e dunque non possono avere forza. 

LB: Hai mai considerato spostarti per lavoro, se ci sono tutte queste difficoltà? Considerando anche il continuo spopolamento di Veneziani. 

Brusato: È che è lavorare con le barche che so far bene e dunque sono qui. 

LB: Perché tu lavori con clienti di tutti settori, giusto? 

Brusato: Sì, penso che siamo quelli che fanno veramente tutto. Facciamo dal trasporto classico, che è il corriere espresso per esempio, agli alimentari che necessitano refrigerazione, facciamo smaltimento di rifiuti, traslochi, noleggi imbarcazioni, trasporto funebre, tutto. È così che fai sinergia e riesci a fare business. Se invece fai solo un settore, sei vincolato, ai cali periodici e fisiologici del settore. Ad esempio a Gennaio diminuisce il traffico degli alimentari allora cerco di permutare i miei impiegati in un altro settore. A Gennaio aumentano i decessi e quindi sposto il mio personale nel settore funebre. Venezia è una città con una sempre più grossa percentuale di anziani. Poi forse si abbasserà anche questa quando sarò morto anche io e poi… eh, che sarà sarà. 

LB: Pensi che ripopolare la città sarà possibile? 

Brusato: Temo non ci siano soluzioni. Cioè, com’è possibile che Venezia abbia un debito così alto? Pur avendo sovvenzioni dal mondo su 100 arrivano forse 10, parlo di un meccanismo sbagliato in Italia di corruzione. E sarà difficile cambiare questo che si è creato negli anni. Questi cambi costanti di leadership fanno sì che gli interessi privati facciano da padrone … a nessuno frega nulla del lungo termine. Tutti guardano l’immediato. 

LB: Non solo qui. 

Brusato: Eggià, dappertutto! 

 

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