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TRANSVESTIGATORI RIBRANDIZZATI FASCISTI

Il controllo delle identità come cospirazione.

  • Essay
  • Aug 16 2023
  • Ido Nahari
    is a sociologist, researcher and writer who works in the fields of cultural revivalism, social welfare and the commodification of emotions. Born in Jerusalem and currently living in Berlin, Nahari holds a Master of Science in Culture and Society from the London School of Economics and Political Science, where he investigated the marketability of authenticity.

Recentemente l’autrice di romanzi Suzanne Seddon, che prende a cuore la sua vocazione dilettandosi con le teorie cospirative, ha condiviso sui social una fotografia che ritraeva Danie Radcliffe accanto alla sua fidanzata Erin Darke, un po’ più alta di lui. Per Seddon, questa banalità è un'indicazione incriminante di qualcosa chiaramente fuori posto. "Questa è la [sua] ragazza. Cosa vedi?" chiede Seddon ai suoi seguaci, in gran parte transfobici, sottintendendo che Darke non può essere una donna cisgender - le sue caratteristiche fisiche, la sua altezza relativa e la sua struttura facciale ne sono un'indicazione sicura. Non solo una femminista radicale che esclude le persone trans, il lavoro investigativo esemplificato da Seddon la dichiara una transvestigatrice a tutti gli effetti: una persona che cerca costantemente di identificare e rivelare individui segretamente transgender. Soprattutto quelli che occupano posizioni di potere e di privilegio. Sebbene sia difficile individuare un singolo evento che ha ispirato i trensvestigatori, cè almeno una pista che risale a circa dieci anni fa. Poco dopo aver scherzato sul fatto che Michelle Obama fosse transessuale a causa delle sue spalle larghe, il capo della polizia della moda Joan Rivers muore. Per chi già convinto delle trame segrete, la coincidenza si è rivelata troppo stridente per essere ignorata. La Rivers doveva essere stata uccisa per nascondere il segreto che Michelle Obama era, in effetti, transessuale. Questo aneddoto è piuttosto eloquente.

Transfobici come Rivers e Seddon osannano la femminilità e declinano quella che considerano la sua volgarizzazione. Ma le strade tortuose verso la protezione delle donne” sono lastricate di misoginia e sessismo, la transfobia danneggia anche le donne cisgender che non rientrano nell'immagine feiticizzata della femminilità. Coloro che essenzializzano il genere non sono quelli che lo piegano e lo trattano con fluidità, ma quelli che pretendono di essere più all'avanguardia.

I transvestigatori hanno sicuramente un sentore di terribile familiarità per chiunque sia anche ebreo. Quando le componenti della transfobia vengono scomposte in pezzi, è chiaro come l'antisemitismo sia stato usato come una scatola di sabbia. Le leggi razziali di Norimberga, che codificarono la razza all'interno del Terzo Reich e furono parzialmente ispirate all'eugenetica coloniale, si prefiggevano di determinare il cosiddetto nemico dall'interno. Un nemico che poteva assomigliare a chiunque, nascondendo così chi fosse veramente. In questo contesto, la semplice esistenza di persone transessuali ed ebree è la personificazione delle teorie cospirative. Allarmi a parte, l'urgenza fascista di smascherare una verità che non è mai stata nascosta rivela accidentalmente una menzogna comune. Integrare troppo poco o mescolare troppo non ha molta importanza. In entrambi i casi le persone emarginate saranno considerate una minaccia. Portare un'identità criminalizzata e non rispettare la normatività è spesso causa di lividi. Con il pretesto di preoccuparsi della sicurezza e del benessere della loro comunità, i transvestigatori, proprio come i fascisti, sensazionalizzano la potenziale violenza ignorandone quella che loro compiono. Chissà cosa potrebbero fare i transessuali se avessereo accesso in qualsiasi bagno? E a chi importa se le stesse persone transessuali vengono umiliate, interrogate, aggredite e svergognate per esserci entrate. Mentre il discorso transfobico popolare ipotizza cosa potrebbero fare i transessuali nei bagni pubblici, evita intenzionalmente di chiedersi cosa porti all'omicidio e al suicidio delle persone transessuali. 

Invece di celebrare la liquidità dell'identità, i fascisti limitano le diverse esistenze con una serie di regole e codici arbitrari. L'Inghilterra conservatrice, un'accozzaglia di investigatori di trans come Seddon, ha essenzialmente condotto una guerra legislativa contro di queste. Il governo in carica ha introdotto quello che è stato definito un effettivo divieto di viaggio per i trans dopo aver annunciato una revisione dei Paesi il cui processo di modifica del genere sui documenti legali è riconosciuto dal Regno Unito. Più di recente, ha reso legale il divieto per qualsiasi persona transgender di accedere ad ambienti ed eventi cis-sessuali. Che si tratti di piscine, bagni o reparti ospedalieri. Quando le identità sono codificate e negoziate dallo Stato e dalle sue istituzioni, queste sono costrette a rispettare dei rigidi criteri di presentazione pubblica. Quando individui ed intere comunità sono costretti ad esporre la loro identità,  sono emarginati come forma di punizione. Affermare se stessi diventa un obiettivo impossibile piuttosto che un mezzo per esistere in stanze aperte o spazi privati. Ciò che ne consegue è la patologia, la criminalizzazione e un'apatia dilagante. Il danno politico è, dopo tutto, il risultato di nozioni riduttive di normatività. A differenza di altre forme di discriminazione violenta che prosperano grazie alla brutalità della differenziazione, la transfobia e l'antisemitismo non sono semplicemente metodi di alterazione. Per chiunque pratichi questo tipo di bigottismo, le persone transessuali ed ebree invertono i ruoli. Sono loro a rappresentare una minaccia per gli altri che di solito sono considerati norm ali.

La resistenza all'imposizione transfobica non può essere contrattata con le strutture che la sostengono. Se c'è mai stato un mezzo per stabilire formidabili alleanze con gruppi emarginati, è quello di abbracciare la confusione e la follia dell'identità. Il pianista Glenn Gould ha spesso flirtato con questa idea. Nonostante il suo cognome, Gould stesso non ha origini ebraiche. Spesso rideva della questione, affermando brillantemente che quando la gente mi chiede se sono ebreo, rispondo sempre che lo ero durante la guerra.

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